Gesummaria ed una lunga lista di controllori ferroviari sono abbastanza concordi nel garantire che questo scatto è frutto di pura improvvisazione. Io amo questo scatto. Perchè con una casualità caotica - e non a caso l’anagramma di caos è cosa e caso (!) - conserva intatto tra le sue maglie il senso puro del movimento e quello altrettanto invitante della staticità.
Ed è anche volontariamente già geotaggato!
Gesummaria ed una nutrita comitiva di stalker sanno già benissimo dove vivo, probabilmente.
Eccoli… bussano alla porta…
Resto sospeso mentre il citofono gracchia con un semplice interrogativo: perchè la stazione recita la parte del magnete per una serie di storie, esperienze e persone così diverse tra loro eppur tutte accomunate da un senso proprio e primo di estraneità al contratto sociale? Qualcuno un giorno ha parlato di spazi lisci, dove non esistono costrizioni, dove la vita è il viaggio che tu vuoi tracciare. E spazi striati, ortogonali, geometrici… dove i percorsi sono stabiliti altrove; tu puoi solo adeguarti!
Se fossi libero, libero davvero…. cercherei il deserto, uno spazio davvero liscio. Ed invece… quelli che definiamo liberi corrono a rinchiudersi in sale d’aspetto, circondati da binari, cavi elettrici, percorsi, linee di tolleranza, limiti geometrici.
Chi ha inventato questa teoria sbagliava… o forse, ancora più tragicamente, è la libertà a fare paura!
Gesummaria ed il sindacato informale Hobo sono unanimemente concordi nell’affermare che scrivere e vendere libri sui barboni è più semplice che essere “liberi”.
Father and Son. Alla fine è solo e semplicemente questo che sono. Un padre ed un figlio. Il più piccolo dei due passerà alla storia come uno dei più grandi rivoluzionari di tutti i tempi. Qualsiasi affermazione a carico o discarico di quest’uomo è, per una serie di circostanze, destituita da ogni fondamento. Le storie non sanno camminare a “marcia indietro”… nemmeno le più piccole; sono per loro stessa definizione “irreversibles”. Figuriamoci la Storia!
Father and Son. Un padre ed un figlio.
Li guardo da quando sono piccolo passando ogni giorno in Piazza Costantinopoli a Giovinazzo (BA). Non so se mio padre m’abbia o m’avrebbe mai portato in spalla ma… non credo sarei stato a mio agio, anche di fronte alla tenerezza di quella condizione. Soffro di vertigine. Quel che può cadere mi infastidisce… e non poco!
Li ho sempre voluti fotografare… e per dare meglio alla memoria le giuste temperature e le giuste sfocature, ho scelto la macchina fotografica Reflex Olympus OL di mio padre e delle pellicole Redscale XR. Gesummaria, un tecnico di sviluppo decisamente antipatico ed una serie di circostanze hanno creduto di farmi torto facendo attraversare l’immagine da un curioso raggio gamma… violino, longitudinale alla foto. Il raggio risparmia Giuseppe a cui al massimo risistema la chierica. Il raggio taglia idealmente a metà il piccino. Quel raggio sulla mia foto, arma del nuovo Sinedrio per il nuovo deicidio, non sortisce l’effetto voluto. Gesummaria ed una serie di circostanze, inclusa la nuova passione per la fotografia in bassa fedeltà, sentenziano che quel raggio mi piace. E mi piace.
E quel padre e quel figlio, così, mi piacciono di più. Così m’invento che quel raggio è lo spirito santo… E decido che se lo guardi forte, intensamente, senti le note di una bellissima canzone che dello spirito santo, - a Gesummaria spiacendo - non piace neanche un po’.
Father
It’s not time to make a change,
Just relax, take it easy.
You’re still young, that’s your fault,
There’s so much you have to know.
Find a girl, settle down,
If you want you can marry.
Look at me, I am old, but I’m happy.
I was once like you are now, and I know that it’s not easy,
To be calm when you’ve found something going on.
But take your time, think a lot,
Why, think of everything you’ve got.
For you will still be here tomorrow, but your dreams may not.
Son
How can I try to explain, when I do he turns away again.
It’s always been the same, same old story.
From the moment I could talk I was ordered to listen.
Now there’s a way and I know that I have to go away.
I know I have to go.
Father
It’s not time to make a change,
Just sit down, take it slowly.
You’re still young, that’s your fault,
There’s so much you have to go through.
Find a girl, settle down,
if you want you can marry.
Look at me, I am old, but I’m happy.
Son
All the times that I cried, keeping all the things I knew inside,
It’s hard, but it’s harder to ignore it.
If they were right, I’d agree, but it’s them you know not me.
Now there’s a way and I know that I have to go away.
I know I have to go.
http://www.youtube.com/watch?v=Q29YR5-t3gg